Produttori di Oil Skimmer

Esiste una miriade di produttori di oil skimmers e ci pare non esista cantiere navale, grande o piccolo che sia, che non si sia cimentato almeno una volta nella loro costruzione.

In appendice alleghiamo un elenco di “skimmer vendors” che rende l’idea della dimensione e diffusione geografica del mercato.

 

La ragione di tanto interesse dipende, probabilmente, anche da queste considerazioni:

  • grande quantità di risorse messe a disposizione per interventi di bonifica;
  • sensibilità pubblica crescente verso cura, tutela e manutenzione dell’ambiente.

 

La gestione delle risorse finanziarie in eventi emergenziali come quelli di cui stiamo trattando non è assoggettabile ai normali canoni di valutazione e ponderazione dei rapporti costi/benefici né gli stessi costi e benefici possono essere ricondotti a valutazioni standardizzate. Bisogna infatti tener conto sia dell’oggettività dei fatti sia del forte impatto emotivo che gli stessi generano a livello sociale generale.

Abbiamo visto come i costi possano essere altissimi e riconducibili a danni di svariata natura, da quelli alle cose a quelli all’ambiente, da quelli alle persone a quelli alle loro attività, da quelli oggettivi come i mancati guadagni a quelli soggettivi come il danno esistenziale, da quelli prevedibili come l’inquinamento di un litorale a quelli imprevedibili come l’inquinamento di una falda acquifera o di un acquedotto ecc.

 

Questi fatti generano elevatissimi (e giusti) allarmi sociali che a loro volta impongono alle classi dirigenti pubbliche e private, in un tempo breve e “senza badare a spese”, di:

  • intervenire la dove esiste l’oggettiva necessità di rimuovere o ridurre un danno e anche
  • di dimostrare la loro efficienza organizzativa per
      • diminuire la “sensazione di paura” indotta dal rischio catastrofe e
      • garantire l’avvenuta acquisizione di una sufficiente sensibilità per la tutela ambientale.

 

Nelle situazioni d’emergenza, proporzionalmente alla sensibilità sociale dell’area geografica in cui esse avvengono (p.e. maggiore negli USA che non in Nigeria), si ingenerano forti interazioni tra industrie produttrici di sistemi di bonifica e loro utilizzatori negli interventi, come quelle di cui all’allegata nota su business e Golfo del Messico di cui diamo conto in allegato.

Anche in situazioni non emergenziali e cioè di normale gestione del “bene pubblico mare” esiste una elevata e crescente sensibilità sociale alla tutela ambientale che impone l’impiego di strumenti, tecnici e organizzativi, che garantiscano e mostrino di garantire al meglio detta tutela.

Le classi dirigenti pubbliche e private sono quindi costantemente impegnate a realizzare e dimostrare il loro impegno con la creazione di specifiche organizzazioni, di pronto intervento per emergenze o dedicate alla manutenzione delle acque, che si concretizza con la formazione specialistica del personale ad esse addetto e l’acquisto e rinnovamento dei parchi mezzi più efficaci disponibili sul mercato.

Questo impegno genera consenso e apprezzamento che, notoriamente, non hanno prezzo e quindi consentono che il mercato di detti strumenti e degli skimmer in particolare possa essere esteso e variegato nella sua offerta.

 

L’offerta risponde sia alla

  • limitata disponibilità economica della piccola municipalità o della piccola attività costiera, con piccoli natanti più o meno efficaci ma pur sempre adatti a dimostrare l’impegno, sia alla
  • notevole disponibilità di grandi aziende o ricche municipalità che si dotano di un variegato parco di attrezzature comprese grandi e costosissime navi destinate a passare la quasi totalità della loro vita ormeggiate in banchina.

 

La produzione è quindi rivolta a presentare sempre nuovi strumenti dotati di caratteristiche ed appeal che li rendano indispensabili a dimostrare la dovuta attenzione alla tutela ambientale sia in termini di manutenzione che di predisposizione ad interventi d’emergenza e il parametro che sembra sia stato assunto come discriminante in questa gara di evoluzione tecnologica è quello della potenza, della capacità estrattiva.

 

Così c’è molta tensione verso potenze sempre maggiori che sono cresciute fino a 5-600 m³/h. La macchina RBS Triton URO 600 di AcquaGuard (nella figura qui accanto) garantisce la capacità estrattiva di 604 m³/h con un costo superiore al milione di dollari. E’ pur vero che la testa pescante di questa macchina è semovente ma è altrettanto vero che è solidamente vincolata alla nave appoggio e il suo raggio d’azione è limitato a poche decine di metri. La chiazza necessaria a contenere 500 m³ di petrolio, quando la coltre fosse spessa 1 cm e tenendo conto che la tabella dei colori e dei riflessi considera spessori fino a 1 mm, sarebbe estesa per 50.000 m² che dovrebbero essere mantenuti a spessore costante e percorsi in un’ora da quello skimmer per sfruttarne circa l’80% della potenzialità.

Si noti come in questo filmato promozionale l’azienda produttrice dia molto maggiore risalto agli aspetti emozionali che non alla effettiva efficacia delle proprie macchine nel reale teatro di intervento, nonostante il richiamo iniziale alla loro partecipazione nelle opere di bonifica nel Golfo del Messico ed alla possibilità di inserire, crediamo, riprese della reale efficacia in reali interventi.


D’altra parte nel protocollo “Application of the American Society of Testing and Materials’ (ASTM) New Skimmer Test Protocol” si legge: nella vasca di prova in acqua salata di Ohmsett, New Jersey – “Lo spessore di olio deve essere sostanzialmente costante per simulare condizioni di prova ideali. I test effettuati nel 2007 hanno mostrato che al crescere dello spessore da 5 cm (2 inches) in su non ci sono significative variazioni di tasso di recupero d’olio (ORR – oil recovery rate). L’indicazione di massima è di versare nella vasca 4100 L (1080 gallons) di petrolio per raggiungere uno spessore iniziale di 7.5 cm (3 inches) ed effettuare il test misurando l’efficienza dello skimmer lasciando diminuire lo spessore d’olio da 7.5 cm a 5 cm (3 inches to 2 inches).

 

Ribadiamo di ritenere inconfutabilmente importante la capacità di estrazione ma è ancora più importante la capacità di intercettare ciò che si deve raccogliere al fine di alimentare al meglio i mezzi d’estrazione: le emergenze non si eseguono in vasche chiuse riempite di petrolio.

Quello che si evince dall’analisi dello stato dell’arte di prodotti e produttori è che molti sistemi separano molto bene ma non sono molto efficaci i metodi di intercettazione degli inquinanti da raccogliere e per raggiungere lo scopo si é ricorsi a soluzioni estreme e molto costose come la nave “Bottsand”.
In pratica, nella generalità dei casi, il metodo prevede di circoscrivere il versamento in un recinto di barriere galleggianti e quindi di calare l’oil skimmer all’interno di quel recinto. I dispositivi attrezzati come oil skimmers in grado di dirigersi verso la chiazza e di attraversarla per raccoglierne una parte sono prevalentemente battelli dotati di nastri trasportatori: sono poco manovrabili e poco efficienti in genere.
Solo i bracci rigidi galleggianti di Koseq hanno la prerogativa di potersi muovere attraverso la chiazza con efficienza ma sono concepiti per versamenti gravosi e necessitano di complesse strutture di supporto e di una nave appoggio talmente dedicata da diventare essa stessa parte dello skimmer.
Diverso è il discorso sulle panne assorbenti che sono capaci di compiere il loro lavoro ma necessitano di barche a motore per il trasporto e la posa, di traino per incontrare la macchia da assorbire e quindi di richiamo a bordo e trasporto in una discarica per lo smaltimento

  
  
     

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