Contesto

JP | Tuesday, 28th April 2015

Gli interventi del 22 febbraio 2010 per l’emergenza sversamenti di gasolio nel Fiume Lambro e successivamente le catastrofiche conseguenze nel Golfo del Messico dell’esplosione del 20 aprile 2010 della piattaforma “Deep Horizon” hanno evidenziato come maggiore criticità la capacità di intercettazione e raccolta degli idrocarburi galleggianti.
La successiva analisi dei dispositivi offerti dal mercato dell’Oil Spill Response ha confermato detta criticità.
FLOC – FLexible Oil Collector – è la risposta di The Jonathan Project.
Dalla invenzione di FLOC discendono i prodotti innovativi, nel presente e nel futuro, di TJP, definiti dopo tutte le analisi, informazioni, valutazioni e conclusioni che qui, per punti essenziali, riassumiamo.

 

esiste il problema della normale manutenzione e pulizia di specchi acquei ristretti;
esiste una domanda di dispositivi adatti allo scopo;
c'è una offerta inrisposta alle necessità del mercato;
gli interventi per emergenze da gravi sversamenti sono discontinui e non preventivabili;
pulizia e manutenzione sono operazioni continue e pianificabili;
molto raramente lo spessore degli inquinanti da recuperare supera il millimetro di spessore;
1 mm di spessore equivale a 1 m³ per 1,000 m², circa 1 l/m²;
i riflessi argentei hanno uno spessore di circa 0.0001 mm, equivalent to 1 liter/10,000 m²;
pulizia e manutenzione sono particolarmente desiderabili in aree circoscritte e sotto-costa come darsene, porti turistici, moli, lungo mare e lungo lago ecc..
l'attuale offerta eccede la potenza necessaria e manca di efficacia; servono gru, mezzi di supporto, navi appoggio ecc.;
l'offerta non è sostanzialmente adatta a dare risposta alle necessità di pulizia e manutenzione in aree ristrette e in presenza di sottilissimi spessori di inquinanti da rimuovere.

 

Confronto ipotetico tra TJP e la concorrenza.
TJP colloca la sua offerta iniziale nell'area di mercato della prevenzione e manutenzione in luoghi ristretti e in presenza di quantità minime da rimuovere, dove la concorrenza è costosa, poco efficiente e poco versatile.
TJP individua un mercato in cui essere unica e senza concorrenti.
Nessuno offre ad un area industriale assoggettata a rischio un dispositivo semovente automatico e robotizzato in grado di muoversi da solo in un’area stabilita, di rilevare e trasmettere minacce e/o allarmi e di autocertificare il proprio risultato. Questo è quello che “fa” JP OilPatrol.
Nessuno offre un dispositivo semovente che, filoguidato o pilotato, possa strisciare lungo i moli, muoversi in una darsena e passare sotto i pontili. Questo è quello che “fa” JP OilKiller.
Nessuno offre uno skimmer per intercettare e raccogliere film sottilissimi di oli leggeri. Questo è quello che “fa” FLOC.
Nessuno offre serbatoi-filtro che, avendo trattenuto, stivandoli, i film di inquinanti raccolti, possano essere direttamente conferiti in discarica senza necessità di alcun ciclo di lavoro “sporco”. Questo è quello che “fa” DracOil.
Il mercato non offre dispositivi nautici per pulizia e manutenzione mentre offre costosi e “difficili” strumenti per emergenze gravi, dove invece TJP propone strumenti efficienti, efficaci ed economici nel rapporto costi/benefici.
La strategia di TJP prevede una prima linea di prodotti per manutenzione e pulizia di specchi acquei e successivamente una linea di prodotti per interventi d’emergenza in teatri disastrosi.
Il confronto che proponiamo tra le operatività di dispositivi di TJP e dispositivi attualmente sul mercato è progettuale.
Prendiamo in esame due scenari: il primo relativo a minime presenze di idrocarburi con riflessi argentei-arcobaleno in porti, darsene, lungo moli e banchine; il secondo relativo a sversamenti significativi per eventi accidentali. Non considerano disperdenti e solventi che non prelevano l’inquinante ma lo affondano o lo sciolgono nell’acqua mentre il nostro obiettivo è di rimuovere l’inquinante asportandolo dalla massa d’acqua
1) iridescenze nel Porto di Trieste
2) chiazza arcobaleno
3) iridescenze sul fiume Mississipi
4) posa di tovaglie assorbenti
5) skimmer a spazzole oleofile
6) panne intrise da smaltire
Nelle figg. 1, 2, e 3 inquinamenti che verrebbero oggi trattati con tovaglie o panne assorbenti che devono essere trasportate e disposte sulla superficie d’acqua a mezzo di barche, devono avere il tempo di assorbire l’inquinante e devono successivamente essere rimosse, sempre con l’utilizzo di barche, imballate e conferite ad una discarica. Altra possibilità è quella di utilizzare skimmer (a spazzole quello di fig. 5) ma, come si nota dall’immagine, è necessario che la pellicola di inquinante sia veramente spessa perché si possa avere un risultato apprezzabile. TJP ha progettato Oil Killer proprio per dare risposta a questi tipi di intervento (fig. A e C)
7) petrolio in mare a Taranto
8) sversamento in Giappone
9) scie di petrolio
10) intervento della Guardia Costiera
11) gestione di uno skimmer a dischi
12) gestione di uno skimmer a rulli
Sversamenti del tipo di quelli nelle figg. 7, 8 e 9 richiedono interventi “potenti” dato che la quantità di greggio sversato e da recuperare è nell’odine dei quintali se non delle tonnellate. L’utilizzabilità della maggior parte dei dispositivi oggi in commercio richiede tempi d’intervento quasi immediati, prima che il petrolio si disperda, in poche ore, in una sottile pellicola.
Gli interventi nelle immagini 10, 11 e 12 sono eseguiti secondo gli standard attuali; si può rilevare la difficoltà di gestione di skimmer a rulli o dischi, calati in acqua con funi o gru e poi governati con spostamenti continui nella chiazza da asportare. L’immagine 10 mette in evidenza tutta la difficoltà di riuscire a raccogliere macchie frastagliate di petrolio con uno skimmer a dischi.
TJP ha progettato dispositivi adatti a rispondere a questo tipo di emergenze con efficienza ed efficacia.
TJP Oil Killer raccoglie fino a 0,5 m³ di petrolio prima della sostituzione di DracOil. La sua velocità operativa è compresa tra 2 e 3 knots e naviga autonomamente, pilotato nella direzione delle scie o delle chiazze da raccogliere. TJP BOS con tubo adduttore moltiplica la capacità estrattiva, necessita di una imbarcazione d’appoggio da bordo della quale è filoguidato e mantiene inalterata la capacità di catturare scie e chiazze di greggio.



Oil Killer
sul Mississipi
Oil Killer
in Giappone
Oil Killer
in Porto Vecchio
OilKillerOilPatrolSOS
Oil Killer
lungo il molo Audace
Oil Patrol
in un'area a rischio
SOS
dotazione di bordo
BOSSOSSOS
BOS
con nave appoggio
SOS
con nave appoggio
SOS
con tubo adduttore

    
         


Applicazioni

JP | Sunday, 30th September 2012

I campi di applicazione dei dispositivi dotati di FLOC sono riassumibili in 3 categorie, ognuna delle quali ridefinisce l’allestimento dello specifico dispositivo.

 

1) Pulitura e manutenzione di specchi acquei in aree civili.
E’ il caso di dispositivi che, pilotati o comandati a distanza, svolgono la funzione di ripulire e manutenere la superficie acquea in prossimità della costa: i lungo mare o lungo lago, le aree intorno e tra i moli, le insenature, i golfi come quello di Trieste o di Como, le baie ecc. L’allestimento dello specifico dispositivo considera la quantità di idrocarburi da raccogliere che in condizioni di normalità è molto esigua, nell’ordine di frazioni del metro cubo al mese, mentre sulla superficie sono presenti solidi galleggianti (rametti, plastiche, materiali organici, alghe…) che devono essere raccolti almeno fino ad una certa dimensione.

 

2) Sentinella, pulitura e manutenzione in specchi acquei di aree a rischio.
E’ il caso di dispositivi completamente automatici, veri e propri robot, che svolgono la funzione a ciclo continuo, 24 ore su 24, in aree a rischio di inquinamento come gli specchi acquei in cui sono insediati terminali petroliferi, le aree prossime a raffinerie costiere o a piattaforme off-shore ecc.
L’allestimento dello specifico dispositivo considera che tutte le funzioni devono essere svolte in modo automatico con sistema di guida computerizzato e che la quantità di idrocarburi da raccogliere in condizioni di normalità è esigua, nell’ordine di grandezza di frazioni di metro cubo a settimana.

 

3) Interventi in teatri d’emergenza disastrosi.
E’ il tipico caso di “Oil Spill Responce” per disastrosi sversamenti conseguenti incidenti in impianti o navigli.
L’allestimento dello specifico dispositivo considera che la quantità di idrocarburi da raccogliere è ingente, nell’ordine di grandezza di decine di metri cubi all’ora; è necessaria la presenza di naviglio d’appoggio dotato di sistemi di separazione acqua/olio e di stoccaggio dell’olio.
Il dispositivo TJP è semovente e pilotato dal ponte del naviglio d’appoggio, il suo raggio d’azione è nell’ordine delle centinaia di metri senza la necessità che il naviglio d’appoggio si muova.

    
         


Vantaggi

JP | Thursday, 23rd August 2012
  • I dispositivi, in tutte le versioni, sono semoventi (altrimenti trainati);
  • possono necessitare di piccole imbarcazioni d’appoggio (mai grandi navi se non che per la navigabilità dei mari);
  • sono progettati e costruiti con le sole strutture necessarie alle loro funzioni: non sono navi o strumenti complessi, non trasportano né equipaggi né macchine se non lo stretto necessario allo svolgimento della loro missione;
  • sono di dimensioni e pesi ridotti, talora stoccabili in casse che occupano 4 o 5 m² a bordo, generalmente manovrabili anche a braccia da 2 o 3 uomini;
  • i costi dei dispositivi e della loro gestione sono ridotti;
  • i costi contenuti consentono la distribuzione di numerosi dispositivi sia a bordo di navi commerciali che in postazioni a terra;
  • la diffusione di numerosi dispositivi, la facilità di trasporto e la semplicità d’uso consentono veloci e puntuali interventi su vaste aree del pianeta.

    
         


TJP